|
La 37° edizione del Festival dei
Saraceni, programmata per il 2003, pur ponendosi nel solco di una tradizione ormai più che trentennale, grazie alla notevole pluralità degli Enti locali e delle istituzioni culturali coinvolti nell’iniziativa, assumerà una fisionomia decisamente nuova che la differenzierà dalle passate edizioni.
Il 37° Festival dei Saraceni farà riferimento ad un duplice ambito territoriale: da un lato si guarderà ai Comuni del
Consorzio turistico Alpi del Mare (costituito nel 1999 fra Enti pubblici e soggetti privati per la fruizione integrata e la valorizzazione delle risorse turistiche locali), dall’altro al
Circuito delle Residenze Sabaude, la corona di delizie che circonda Torino (e si estende in tutto il Piemonte) e che nel 1997 è stata dichiarata dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità”.
|
|
L’Istituto di Musica Antica di Pamparato, promotore del Festival dei Saraceni, dalla sua fondazione svolge attività musicali all’interno del Castello di Casotto, una delle residenze del Circuito (nella foto) e da molti anni porta avanti un discorso di ricerca sul repertorio della musica barocca piemontese. Con l’edizione 2003 della rassegna, l’Istituto ritiene di potersi porre come organismo che promuove e gestisce in maniera coordinata le iniziative concertistiche e le rievocazioni storiche che si svolgono all’interno del Circuito delle Residenze Sabaude.
Progetto: "Musica barocca nelle Residenze Sabaude"
L’Istituto sta portando avanti da anni un lavoro di ricerca sulle musiche barocche nate nell’ambito della corte di Savoia e quindi pensate in funzione di un’esecuzione nelle sale o nei cortili delle diverse Residenze Sabaude del territorio piemontese. A questo progetto, in maniera diversa, partecipano tutti i docenti dei Corsi Estivi di Musica Antica e i concertisti impegnati nella rassegna. Lorenzo Girodo, direttore artistico di Festival e Corsi, è, d’altra parte, uno dei più importanti studiosi del repertorio in argomento: negli ultimi anni ha intrapreso uno studio sistematico sulla musica dei secoli XVI e XVII in Piemonte, ha registrato i balli a quattro voci di Sigismondo d’India e i due libri di arie di Filippo Albini, che ha recentemente pubblicato in trascrizione critica moderna presso l’editrice LIM.
|